Archive for the ‘graffetta’ Category
post it tredici graffetta non sopportava le cose ingombranti, in generale. qualsiasi cosa avesse dettagli accessori in esubero, come i tanti aggettivi qui usati, era da cancellare. come le cosce d’agnello con zenzero-melecotogne-miele (gnam gnam), o come le mise rococò a base 3 della signora Remis. Ogni suo accessorio era ripetuto almeno 3 volte, o [...]
Filed under: graffetta | Leave a Comment
paeseggiare su nubi nebulose
post it dodici l’inverno era la stagione preferita di graffetta. l’inverno copriva le sue ossa sporgenti, l’inverno mascherava i paesaggi, l’inverno deformava gli umori. “in inverno” – pensava graffetta – “tutti giustificano la depressione e la stitichezza di emozioni con il brutto tempo”. seguendo il ragionamento, graffetta riteneva opportuno tenere in sordina la sua evidente [...]
Filed under: graffetta | Leave a Comment
la pioggia acquerello
post it undici. Un giorno Graffetta si colorò di pioggia. Aveva una voglia terribile di mare, di odori autunnali, e di quadri romantici, dove la natura subordina l’uomo. Se il mare era una meta impossibile, Graffetta sfruttò la pioggerellina per colorarsi di acquerelli. Era un giorno buio, con quelle gocce spesse che si appiccicano non-so-come [...]
Filed under: graffetta | 1 Comment
post it ten. Graffetta didn’t know well how to deal with death. Since she was a child she had refused to hear stories about people’s death. Even if it happened to her family. Every time a moody-somebody was about to tell her “oh… you know, this person just d…”, well, Graffetta’s pointing fingers would suddenly [...]
Filed under: graffetta | 1 Comment
La Rivincita dei Numeri Secondi
post it nove. Ancora. In pochi la capivano, ma quei pochi capivano i numerosi perché. Durante i pranzi a più di una portata, Graffetta mangiava prima il Secondo e poi il Primo. Prima la tagliata all’aceto balsamico e poi i tortelli burro e salvia. Prima il branzino a vapore, e poi gli spaghetti con le [...]
Filed under: graffetta | 5 Comments
another hide-and-seek game
post it eight. Graffetta couldn’t take that jingle out of her head. It sounded first as a scary children lullaby, then it resounded as a high-class austrian waltz introduced by noble-tone lyrics. After a while she discovered what the sound looked like: it was like the ominous admonishment “I want you” of that strange big-hat magician populating [...]
Filed under: graffetta | Leave a Comment
silenzio visionario
post it sette graffetta era una disillusa con un modified cotton fioc sempre pronto tra le dita. se li costruiva da sé, i modified cotton fioc: gettava nel carrello del supermercato scatoline di cotton fioc da 100 unità e pacchi di cotone colorato con diversi pastelli. giunta a casa, nello scrigno-ordigno che era la sua [...]
Filed under: graffetta | 2 Comments
post it sei. una volta graffetta, quando era bambina, si affogò di bigné. i genitori dovettero portarla al pronto soccorso, sottoporla alla rianimazione e farle fare una lavanda gastrica che sturasse il blocco tracheale. i bigné, in sostanza, si erano accartocciati l’uno sull’altro, il 20esimo sul 19esimo, il 19esimo sul 18esimo, e così via fino [...]
Filed under: graffetta | 1 Comment
post it cinque. graffetta era un’incredula. graff faceva parte di quei pochi increduli che però amavano i Parliament. perché graff era incredula così come la musica dei Parliament. la sua incredulità – come spiega Eco nel Pendolo – “non esclude la curiosità, la conforta. Diffidente delle catene di idee, delle idee amavo la polifonia. Basta [...]
Filed under: graffetta | Leave a Comment
post it quattro. alice guardava i gatti, così come graffetta guardava blair. wikipedia potrebbe usare questo esempio per spiegare la figura retorica della similitudine. funziona esattamente così, quando si individua un termine medio che accomuna due diverse situazioni. in questo caso potrebbe essere “l’attrazione dello sguardo” (con “l’ossessione”, in nuce), perché, come alice si ipnotizzava [...]
Filed under: graffetta | Leave a Comment





