la connessione in albergo costa 4 euro all’ora. trovo un bar con la wifi e mi approprio di una seggiolina in simil pelle su un tavolino di legno. luogo: O Confor-Table, e in effetti si sta piuttosto bene. anche se sono l’unica cliente e bevo solo un caffé.

spunti dalla gita a cannes in versione autista-accompagnatrice-turista:

ecco i divi russi: coloro che sperano di essere Britney Spears ai tempi di Toxic, ma che cantano con la stessa attitudine dei nostri cantanti di liscio (“tutti insieme”, “oh oh”) e che ballano mimando movenze di sesso in maniera più fake di quanto non lo faccia quel genio di Chicco de Matteo (http://www.youtube.com/watch?v=qrTivPvpWdI):

Sergey! http://sergeymusic.co.uk/principal.php

e Valeriya! http://it.truveo.com/Valeriya-on-Russia-Today/id/803104297

invece mi sono piaciuti parecchio loro: www.myspace.com/mujuice e stasera vado a vedere le produzioni di questa etichetta: http://www.tru-thoughts.co.uk/

per il resto cannes è divisa in due: la croisette e tutto il resto. nella prima i riferimenti sono “dal negozio Dior volti a sinistra”, nella seconda i riferimenti sono “hai presente l’angolo dove c’è l’edicola, da lì parte un vicolo, fai le scale, arrivi dove c’è una macelleria e di fianco la tabaccheria, lì chiedi”. cannes è orribilmente charmante, come tutte le città che stanno su questa costa (genova uber alles). e per il fatto che siamo in francia, è come se ogni mini relazione fosse messa sotto lente d’ingrandimento. dicono che sia una città pericolosa, di non girare soli, di stare attenti a questo e a quello. ma la cosa che fa paura per me è la sua tipica diversità: è il fatto che qui, il forno, è pieno zeppo e la gente (di tutti i colori) sta in fila fino fuori dalla porta. di fianco, c’è una coppia mista che fuma narghilé nel terrazzino, e ancora a fianco un baretto con il tendone trasparente fuori che dà un “tetto” a fumatori coi denti gialli di thé e a nonne francesi che commentano le orride condizioni del bagno. è una città globale perché gli immigrati sono qui da 2-3 generazioni, e iper-locale, perché ognuno tende a mantenere le proprie abitudini. ed è incredibilmente bello.

nota negativa: il signore sbilenco con un occhio mezzo chiuso mi ha tristemente confessato che il negozio di dischi “Nuggets” ha chiuso i battenti. rimane solo la fnac. e io che insistevo: è chiuso perché è domenica o ha chiuso? è chiuso, insomma, domani non apre, ha concluso. sono entrata al cinema V.O con un sacchetto di bon bon Haribo e sono uscita con la maglietta ancora bagnata di lacrime. per Nuggets e per il film, Australia (meraviglioso polpettone strappalacrime).



3 Responses to “o-confor-table (da cannes)”  

  1. L’ultimo film con la Kidman che ho visto è stato Ritorno a Cold Mountain e ho pianto come una fontana, sigh! Com’è il mandriano Hugh Jackman? Mia mamma quando ha visto il trailer di Australia ha detto che se potesse baderebbe alle mucche con lui 4ever ahahahahaha

  2. 2 greta

    livs..ma chicco de matteo era il mio prof di musica alle medie…cosa ci fa su youtube??

  3. @ gre, sei una donna piena di risorse, lo sapevo. come potevi crescere così svalvolata se chicco de matteo non era tuo prof di musica??? questa è incredibile!

    @ sarì, in effetti concordo con la mamma.


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