
Yacht è un genio: è il vicino di casa che appena ti vede sul pianerottolo ti dedica una canzone al volo e te la balla come un matto. tu ridi, ti senti bene, e la giornata inizia giusta. in questo caso, al Clan fino alle 2 di notte, la giornata si è chiusa proprio bene. Yacht è Jona, colui che scrive i pezzi, li suona tutti, poi li registra: al concerto invece li canta, li balla, li mima, e fa uno spettacolo personalizzato ad ogni audience. “Grazie Faenza!”, diceva alla fine la slide.
è un concerto-come se non fosse un concerto ma una performance occasionale. il palco è lì per caso, perchè lui scende e si dimena fra il pubblico, si accascia ai piedi di un astante e si divincola mimando i temi ritmici o le piccole melodie. Crescono, e lui porta le braccia verso l’alto, si interrompono di botto e lui si precipita a terra, sono battiti ripetuti e lui saltella in cerchio per tutta la loro durata. giusto per dare un’idea.
un acrobata, che mattacchione, una personalità.
di fianco a lui, Clare.
dopo averci mostrato (tramite slide) dove vivono (a portland), e a quale indirizzo (nel caso volessimo spedirgli una lettera), i due raccontano come si sono conosciuti, in un locale a L.A. Lui ballava una canzone r&b e lei lo intorta: la canzone è nel video di youtube proiettato alle loro spalle e loro due imitano l’incontro, finché non parte il brano che lui ha scritto per lei. Anche qui un misto di electro/punk/house con dei ritornelli-tormentone da 3 parole, ripetuti fino all’ossesso, dove canti anche se non vuoi.
fa troppo ridere, Yacht. anche quando, fra
una canzone e l’altra, vuole farci credere di essere online e di ricevere una chiamata skype dal suo caro amico steve schroeder, o quando fa finta che il sistema operativo sia collassato (dopo essere passato da windows – vista a mac – leopard) con l’accumulo di finestre di ogni genere e avvertimento aperte sul desktop.
non so voi, ma io, per un vicino di casa così, ci farei la firma.
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