dopo l’istituzione di giornate dedicate alle più svariate buone cause, di solito di natura umanistica, religiosa o sanitaria, si aggiunge oggi alla lista una giornata dedicata a un’attività commerciale, e questo la dice lunga sul suo stato di salute. Il 19 aprile prossimo sarà il “record store day“. Ergo: salvare il negozio di dischi è diventata una “buona causa”, di quelle per cui ti batti o compri la pianta per supportare la ricerca. Ergo: stiamo assistendo alla fine dei giochi. quali, i giochi?

mi sono piaciute le parole di Nick Hornby, pubblicate sul sito –>

Nick Hornby

“Yes, yes, I know. It’s easier to download music, and probably cheaper. But what’s playing on your favourite download store when you walk into it?

Nothing, that’s what. Who are you going to meet in there? Nobody. Where are the notice boards offering flatshares and vacant slots in bands destined for superstardom? Who’s going to tell you to stop listening to that and start listening to this? Go ahead and save yourself a couple of quid. The saving will cost you a career, a set of cool friends, musical taste and, eventually, your soul. Record stores can’t save your life. But they can give you a better one.

Perfetto, centrato il punto, anzi, i punti.

n. 1: Non pensare che il 19 aprile si debba mandare 1 euro al telethon di turno/in questo caso il negozio di dischi in fallimento. Perchè invece non passeggiare tranquilli verso il negozio di dischi del centro storico della tua città – è sabato pomeriggio, via, vogliamo anche fare un “salviamo-la-vasca-in-piazza-day”?

n. 2. Dentro al negozio, ci puoi davvero entrare fisicamente, altro che schiacciare “enter” sulla tastiera. ci sono persone, c’è il venditore, ci sono i flyer delle feste della tua città, appena fuori c’è l’amico che non vedi da una vita e con cui vuoi fermarti a fumare una sigaretta.

n. 3. Se alla fine sei riuscito/a ad entrare, puoi dare un’occhiata attorno, fra le novità in vetrina o le centinaia di cd a 9.90 euro che nessuno sa che esistono ma ci sono cd bellissimi della storia della musica. se vedi qualcosa, chiedi di ascoltare il cd, parlane, e se ti piace compralo, e troverai ancora un libretto bellissimo, una copertina eccezionale, una qualità sonora migliore (certo, nelle migliori delle ipotesi), e poi, una volta a casa, il cd potrà contribuire ad aumentare la libreria di musica di cui potrai andarne fiero/a ogni volta che avrai amici in casa. almeno, per me è così.

Lo so che a te di questo non interessa nulla, ma la mia famiglia ha un negozio di dischi che ha compiuto 50 anni nel 2006 e che oggi è sempre sul punto di chiudere le serrande. Al di là di questo, adoro i negozi di musica, e non ne potrei fare a meno, né a faenza né a bologna, né a berlino, né altrove. perché ogni luogo ha il suo sapore e il suo suono, ogni negozio ha la sua clientela e i suoi gusti, e ogni scaffale ha i suoi buchi, vero. non si può trovare sempre e tutto e ora ciò che si vuole in un negozio di dischi, c’è da tenerlo a mente; ma si può trovare sempre tutto fra un pò (quando arriva l’ordine). Sta in te decidere se l’ascolto di un album è fondamentale oggi, o se l’ascolto di un album+il giro in centro+l’incontro di persone può aspettare fino a domani.

questo post sta diventando patetico, ma io me ne frego. viva il record store. e anche la Casa del Disco, e anche Mephisto, tié.



2 Responses to “record store day: april 19”  

  1. 1 mum

    wonderful. good idea

  2. 2 dima

    brava livia!!!
    sei una grande!!!
    sei veramente una bella persona!!!


Leave a Reply