ho un amico in più
non riesco a togliervi gli occhi di dosso, è più forte di me, questa curiosità. si chiama Callisto, e lui è Torsten Krol, autore di un libro che da 3 giorni sta colmando ogni minuto residuo della giornata. mi ha rapito, Odell, il protagonista. e pensare che volevo abbandonarlo alle prime 50 pagine perchè pensavo che il punto di vista di Odell fosse troppo ingenuo, goffo e inoffensivo per i miei gusti. poi invece mi sono resa rapidamente conto dell’acuta abilità dell’autore di essere riuscito non solo a costruire una storia avvincente ambientata in un remoto paese del kansas, callisto appunto, ma di aver costruito un personaggio, odell appunto, di cui vedo, sento e comprendo l’aspetto, le sensazioni, gli umori e la logica di pensiero. e realizzo quanto uno scrittore debba essere dotato di una forte schizofrenia creativa che gli permetta di uscire da sé e dal suo modo di pensare, per riuscire a impastare le logiche di un altro da sé. mi incuriosisce questo aspetto, che seppur banale, credo non sia scontato. più facile scrivere un saggio, basato su dati oggettivi e su idee proprie; più facile scrivere un racconto in terza persona con una narrazione onnisciente. più difficile, forse, scrivere un racconto in discorso libero indiretto, rendendo sia la terza persona che il punto di vista dei personaggi. ma qui, nel caso di callisto, posso assicurare – come lo stesso lo farei per “lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” di mark haddon – che riuscire a mettersi nei panni di un altro e assemblare molti aspetti della sua personalità non è un merito da poco. e mi chiedo come si fa.
e qui mi fermo, perchè alle 200 pagine appena lette, me ne aspettano altre 200, che inizierò stanotte o tutt’al più domani.
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Mmm… Oggi é sabato, giro in libreria d’obbligo e questa volta, invece di perdermi tra gli scaffali per ore, vado dritta e chiedo di Callisto. Ti ci affezioni come a mr.Panofsky? Se é così ne ho bisogno…