sono in una pausa, sono in un interstizio, sono in un “tra”, prima e dopo.

insomma, il pomeriggio di studio inizia ufficialmente alle 14.30 e a quanto pare manca ancora qualche minuto da dedicare a moi meme. un bel sospiro e un bel respiro. il prima è stato abbastanza produttivo e il dopo lo sarà ancora di più.

avrei voluto dedicare il primo post di questo mio ennesimo nuovo blog ad un momento più opportuno – la tranquillità della sera, trascorsa fra le quattro mura verde acido tenue del mio posticino, con sufjan stevens cantare di storie bucoliche e la tazza di earl grey fumante – ma non ho resistito. il fascino del nuovo blog è troppo potente per poter abbandonare l’entusiasmo di un nuovo momento da protagonista di me stessa e di questa presa di coscienza. ho bisogno di scrivere, sì, sento l’esigenza di distaccarmi dalla matassa dei pensieri, sento l’esigenza di staccare me soggetto da lei-oggetto di me- e di intraprendere, senza rischi, l’impresa di districarla. ho bisogno di mettere ordine alle idee e ai pensieri, che in questo particolare momento definito-stabile-statico-circoscritto (sempre da queste 4 pareti verdi) mi trovo l’occasione di fare. è difficile fermarsi quando si è in corsa, più facile è gestire le cose da seduti, percepirle, osservarle, scriverle, interpretarle.

e io sono, generalmente, una persona pigra, che al tapis roulant preferisce la poltrona.

insomma, dato che “le cose partono sempre dal mezzo” (grazie Deleuze), casualmente ho dato inizio al blog in un momento di pausa,

in un “tra”,

perchè la fine del dopo sarà meglio :-) (con sufjan e la tazza fumante sarò più ispirata a costruire la motivazione del titolo del blog).

–>al di qua de La-siepe



2 Responses to “come essere in un “tra””  

  1. Bo Livs, invece di strippare recati subito al sito
    chemossa.blogspot.com.
    Potrebbe nascere una proficua collaborazione tra i due blogs, incoraggiata dalla medesima area tematica

  2. 2 Lindsay H.

    Wow, Livia, scrivi in una moda cosi’ bella, non lo sapevo. Scriveresti poesia.


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