ho trascurato la Siepe, c’è poco da fare :) c’è stata l’Australia nel mese appena trascorso, c’è stata la Musica nelle Aie e tante altre cose di lavoro/passione. e ce ne saranno altrettante nel mese a venire, e pure nei mesi successivi. Le cose imminenti.

1. venerdì 22 il concerto della Vale Paggio, la nostra cantante, cantautrice, entertainer, ballerina, fagiana, amica, ugola d’oro, grafica, designer e quant’altro si possa dire ad una persona a cui si vuole bene. La Vale fra poco parte per l’Olanda e così le abbiamo chiesto un saluto a modo suo, musicale of course, e per la prima volta in vetrina sola con una tastiera. voce e piano quindi, a cantare le ombre dei pezzi veri e propri, brani corti e salterelli da lei scritti, che oggi esistono in quanto “ombre” di canzoni. è bravissima, ha del gran talento, e venerdì alle 19 ci devono essere tutti a sentirla. sarà tesa e imbarazzata, si accettano pacche sulla spalla di incoraggiamento!

Sabato 23 invece festeggiamo il compleanno di Bob Dylan con 1 giorno d’anticipo (nato il 24 maggio 1941). Pensi a Bob Dylan faentino e ti viene in mente Marco Liverani: bello, attraente, voce profonda, texano da cowboy e stile 70, chitarrista, ispirato a bob dylan e amico della Casa del Disco. Con lui, in via del tutto eccezionale, il batterista 18enne con più gusto nella storia della Scuola di Musica Sarti. si chiama Giacomo Scheda e dovete sentirlo suonare. Sono bravi questi due, soprattutto perché ci portano pezzi inediti scritti dal primo e arrangiati insieme al secondo. Preparatevi ad un Dylan diretto da Wayne Shorter. eh?

Nella timida giornata di ieri abbiamo preso un pò di tempo per fare un piano estivo. Abbiamo in forse una data insieme al Clandestino il 2 giugno, martedì, la Festa della Repubblica. Sarete tutti al mare??? Raccontetecelo, perché l’idea è forte, ma se poi è solo per me, serena e la morena, ci ripensiamo.

Dal 15 giugno circa i lavori di ripavimentazione di Corso Mazzini coinvolgeranno il tratto davanti al nostro negozio. Non è una tragedia: per Indiana Jones sarebbe stata una sciocchezza, e lo è anche per noi! per complicare l’ingresso in negozio aggiungeremo ostacoli da schivare e bigliettini da leggere. in palio CD a Sorpresa!

Per il momento vi anticipiamo solo che: durante i martedì di luglio (7,14,21,28) ci trasferiamo in piazza (in luogo ancora da decidere) con concerti per ogni martedì. A fine luglio, invece, dal 22 al 26, allestiamo un banchetto di luci e cotillon al Cover Festival: tribute band importanti suonano su un palco di enormi dimensioni e uno stand gastronomico prepara lasagne e patatine. qui il programma: http://www.squoladelsuono.com/coverbandfestival.html

Finito. Qui il notiziario nuovo http://lasiepe.files.wordpress.com/2009/05/notiziario_maggio.pdf
è il Notiziario informale della Casa del Disco: nuove uscite, curiosità e percorsi nella musica.

concerto debutto di Valentina Paggio

concerto debutto di Valentina Paggio

BUON COMPLEANNO BOB DYLAN!

BUON COMPLEANNO BOB DYLAN!


succede che le parole in questi giorni siano poche. vuoi per le tante spese durante una inaugurazione di successo (le foto di Galena su flickr), vuoi per le tragedie che coinvolgono l’italia che lasciano senza parole. piuttosto che farmi paranoie inutili su come gestire sentimenti contrapposti, ho deciso di starmene zitta, sulla siepe, e agire. ho donato un pò di soldi via paypal, ho fatto un nuovo notiziario per la Casa del Disco, ho aderito al Record Store Day, ho chiesto alla Vale di disegnare Graffetta per una nuova puntata, sto lavorando 18 ore al giorno per tenermi al passo con tutto ciò che sta succedendo. rinnovando l’entusiasmo ogni mattina commisurandolo con il pensiero di non avere nulla. Record Store Day 2009

La nostra partecipazione al Record Store Day è QUI
Il nostro contributo al gruppo facebook “Salviamo i negozi di dischi“. 
I nostri eventi fra i Collaterali del festival dell’arte contemporanea. 

tutto grazie al Clandestino, al gruppo di Finzioni, a Simone Rossi, ad Anna Zylicz che ha fatto il poster.


dalla Casa del Disco

Blondie canta One Way or Another. Ce l’hai? mettila su. Ecco, per una strada o per l’altra Logan fugge. (Hai visto il film? Logan’s Run, si chiama, la Fuga di Logan, fantascienza oggi fantascientifica.)
Nel mio caso la strada è la scorciatoia rock’n'roll che io, Logan in questione, imbocco per sfuggire allo scoccare dei miei 55 anni.

eh no, caro mio, io non vado in pensione a 55 anni, lo so che il sistema dice che ad una certa età bisogna mollare la presa e procedere al rito di “rinascita”. eh no caro mio sistema, io lo so che tu hai macchinato tutto per farci credere che il rito della “rinascita” porti ad un’altra e più gloriosa vita. Invece Logan lo sa, e io pure, che il rito ha tutto l’aspetto di un vortice molto attraente ma chissà dove ci porta.
fuggo, mio caro sistema, fuggo: ho 2 settimane 2 per scappare dall’invecchiamento precoce. mi sto rifacendo un lifting in corsa: altro che il rossetto al semaforo rosso, mi sto cambiando il colore della pelle, sono in dieta ferrea, mangio brustoline e pistacchi mentre discorro di alieni sistemi geometrici.
Ho pure depilato la mia pelle perché sia liscia e gommosa per accettare i battibecchi nervosi degli omoni che lavorano qui dentro per farmi bella.

Una settimana è già quasi passata, corro corro Casa, incastro dischi e umori, il brand new website e i lavori. Riapro domenica 5 aprile e vedrai quanto sarò “pretty baby”

“ya’ ya’ baby “La Dolce Vita” is a magic dance” (Blondie, Pretty Baby)

casa_logo_002web


hey, non c’è bisogno che trovi molte altre giustificazioni, so perché ho fatto questa scelta, per un motivo fin troppo semplice, perché la musica sa cambiarci il colore del giorno. da blue a bluette, da grey a greige, da red a fuxia, da orange a apple. si appoggia sui nostri gusti e quando ci piace ci fa stare fottutamente bene. il lusso è individuarla quella “posing music”. 

Questo sabato mattina, senza Rufus Wainwright, avrebbe innervosito la giornata. Sveglia alle 7, zombie in bagno, corsa in negozio, aggiornamenti su pulizie e imbiancature e via a fare da cane da guardia, uno scazzatissimo e poco riposato pastore del caucaso. che pensa a come affrontare un giorno inscatolato come un puzzle, che è iniziato alle 7 e che terminerà non prima delle 4. invece Rufus c’è: tira fuori “Poses” dalla valigia e mi accompagna nel lettuccio, mi tira su le coperte fino al mento, e mi racconta di quanto si sente un pò “torre di Pisa” ogni volta che vede il suo amato. 
(“I am just a little bit tower of Pisa whenever I see ya, so please be kind If I’m a mess”, da ”Cigarettes and chocolate milk”)


posso dire ciò che penso? ok, dico ciò che penso. 
penso che tutto questo folk e indie-rock mi abbiano riempito le orecchie di mozzarella. è filante, da quanto non ne può più. Sparo alto: i Phosphorescent mi hanno lasciato al primo album, Damien Jurado mi fa venir solo voglia di rompere bicchieri di vetro. Gli Elf Power mi hanno talmente annoiato da preferire gossip da fondo sala. Vic Chesnutt dovrebbe starsene in studio. Invece Bonnie Prince Billy dovrebbe solo fare concerti. E che i gusti siano rispettati.
Di recente sono stata colpita da Alela Diane, da Sam Amidon e da Ryland Bouchard, perché hanno voci che mi emozionano, perché scrivono melodie che scavalcano i peli sul cuore. mentre i Welcome Wagon si salvano per il gusto di Sufjan Stevens agli arrangiamenti. Tutto il resto mi annoia. A cui preferisco di gran lunga beat minimali di un Tosca, l’electro swing della compilation “Electro Swing”, la carica eccezionale di Getatchew Mekuria con i The Ex (che bel disco!). E’ un momento in cui ascolterei
- Nigeria 70 a colazione
- Coltrane durante il lavoro al computer a Ph5
- Animal Collective mentre corro fra la Casa del Disco e Vico Paso
- la Lafayette Afro Rock Band durante l’aperitivo
- Albert Ayler per fare l’amore
- Wyatt e Antony per dormire fra le loro storie
- Cristina Donà per cantare ai suoi concerti
- Rufus Wainwright, Gossip e Cocorosie per fare shopping con frivolezza.

gute nacht


ne stanno succedendo troppe in questi giorni per riuscire a stampare un’impronta di tutto sulla siepe. ma voglio, e quindi posso. 

a ritroso, perché è più facile.
a sentimento, perché è ancora più facile. 

Ora, in questo esatto momento, mi emoziono per:
articolo pubblicato su Ondarock: Mulatu Astatke & Heliocentrics – Inspiration Information 3 (2009, Strut Records

Oggi mi sono emozionata per: 
i nuovi biglietti da visita della Casa del Disco, e per il poster che domani sarà appeso alla caffetteria del Clan Destino/Angusto all’interno della fiera del Vintage di Forlì. Anna non solo ha fatto un ottimo lavoro ma ha anche saputo dare forma ad un pensiero ancora piuttosto vago: il suo guizzo creativo ha afferrato una fra le tante opzioni potenziali e l’ha affermata come premessa ad una conclusione. Senza saperlo io e Anna abbiamo lavorato per abduzione, e, ora che lo so, provo grande soddisfazione. 

Ieri mi sono emozionata per: 
Finzioni Magazine online. Se il sito, la grafica, e l’impaginazione sono molto ma molto belle è tutto merito di Carlo “Charlie” Zuffa. Troppo modesto per lodarsi da sé. Il progetto va alla grande, su Facebook sta ricevendo sempre più consensi, il Capo dei finzionanti è un gran mastro di cerimonia, e cos’altro? Il 19 aprile faremo la Finzioni festa alla Casa del Disco, e, per quella data, il numero 1 sarà già bello che stampato. 

L’altro ieri mi sono emozionata perché:
con i capelli bagnati e la faccia rossa da post-doccia e corsa per le scale, ho lanciato l’unica copia di Finzioni che ho avuto fra le mani all’amico Simon, di passaggio sul treno Forlì-Bologna. Poi, ho provato bellezza perché Ale aveva preparato la cena e abbiamo guardato Noemi, la nostra beniamina di X Factor. 

Questo post sta diventando una relazione di laboratorio chimico delle medie, al tempo delle mele. quindi mi fermo e mi addormento. btw, nuove foto sul flickr della CdD.


Berlin mash-up

10Mar09

Vale, ho dimenticato i nomi? Di cosa Livs? Delle cose, delle strade. Apri Google Maps e ritrovati. Sei un genio, mi aiuti? A ritrovarti? Sì, a compilare una lista di cose che ci piacciono a berlino. Naturlich. Io ci ho vissuto 1 anno fa, tu adesso, e già assistiamo a cose che c’erano e non ci sono più (vedi il negozio della mia fotografa) e a locali che hanno cambiato nome o indirizzo (addirittura il Bar 25 è stato chiuso! buuh). 

Qui sotto un paio di dritte raccolte e mashate fra i gusti di Livs e di Vale, che arrivano ad affittare casa l’una a distanza di 100m dall’altra, ma giusto a 1 anno di distanza. Le informazioni sono state raccolte di fretta e mashate con poco gusto (data la partenza imminente dei primi amici). Saranno tuttavia riviste e aggiornate, non appena Livs le ricorda e Vale le vive. Una versione più lunga, romanzata, dettagliata e aggiornata: SU RICHIESTA. 

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ian2
santo cielo. Ian Svenonius. Ian che? Svenonius, il padre viene dalla Svezia, sì me l’ha detto lui, però invece di assomigliare a uno svedese è un misto fra Ben Stiller, Nick Cave e Jon Spencer. Macché, di più, sì ma io dicevo di faccia, sì di faccia sì. perché quando si muove c’ha il passo di James Brown, sì ti ricordi nei Blues Brothers quando James Brown fa il reverendo r&b, uguale, però immaginatelo assatanato quanto Mick Jagger, leggero quanto la italo-disco e acuto quanto Prince. che strilli, santo cielo. quest’uomo è una macchietta, in senso buono intendo, dì piuttosto che è una caricatura, sì è vero, allora è la caricatura di diecimila caratteristiche di frontmen della storia del rock, le sussume, le tiene insieme con una personalità che ti tiene gli occhi incollati al suo corpo che balla, si nasconde e si contorce, e che striscia il mocassino. come fossi davanti alla vetrina scura di un sexy shop: sai che ci sono cose che vorresti vedere dentro, e sai già anche quali sono, e quel panno nero di velluto davanti alla vetrina ti dice già un sacco di cose senza dirne affatto. come Svenonius. resti di sorpresa divertito. Come quando nei film c’è Jack Black che suona la chitarra e impersona prima Pete Townshend, poi Keith Richards, poi fa Buddy Holly e poi fa il metal e poi altri. si vedono le mosse, ma Jack Black è un tipo, che le fa sue e si prende in giro per il fatto che le fa. Svenonius di più, perché è più chic, e c’ha 10volte la classe di Jack Black, e 2/3 dell’ironia.

con il progetto Publicist di Sebastian Thomson, Svenonius era stasera al clandestino. lun 02 mar 09, quasi mar 03 mar 09.
Ian Svenonius, già The Make-Up, già Weird War, oggi anche Chain and the Gang.


pop-elogio

27Feb09

mi incazzo mi inalbero e mi mordo la lingua. poi, eh, mi dimentico. perché il brivido lungo la schiena non mi fa pensare ad altro, e allora, chissenefrega poi del resto. le canzoni che mi fanno quest’effetto non sono molte, e magari sono nascoste in album di cui poi mi dimentico oppure si trasformano negli anni e un giorno mi capita di guardarle con occhi diversi, come quando ti innamori del migliore amico. queste canzoni mi fanno stare bene, nel più ampio dei sensi: mi fanno venir voglia di cantare, di commuovermi, di fare hoolahop per scaricare l’emozione, di dare un bacio al primo che passa, di fare headbanging mentre penso all’infinito.

alcune di queste sono contenute in un album che ho scartato ieri sera, WAR CHILD – HEROES (beneficenza) e che non ho ancora smesso di ascoltare.
le canzoni sono
Duffy – sì, lei, l’avversaria – che canta Live and Let Die (Paul McCartney)
Elbow – Running to stand still (U2)
TV on the Radio – Heroes (Bowie)
Rufus Wainwright – medley from Brian Wilson’s Smile
The Hold Steady – Atlantic City (Bruce Springsteen)
Yeah Yeah Yeahs – Sheena is a punk rocker (Ramones)

così, voleva solo essere un elogio al pop.


forse ho capito che cos’è tutta questa incertezza. la spada di damocle.

ultimamente mi si rimprovera per gli stessi 2 motivi: indecisione 1, e lentezza 2. non ne ho mai prese così tante in una volta, di decisioni, e non sono programmata per farlo. ora non solo ci posso fare sottrazioni e addizioni per metterle in fila, ma  posso anche giocarci a flipper per capire qual è casualmente colei che cade. ogni decisione ne genera un’altra, che ne genera un’altra, come un frattale.  e io impazzisco, quasi per ridere,  e divento macchietta di me stessa, cosa che sdrammatizza in fumetto tutto ciò che accade:  scusa, scusa, ora te lo dico, sai com’è, il mercato discografico è spappolato, è difficile recuperare quel disco, ce l’abbiamo fatta, trovato e arrivato, sì ho bisogno di un impianto, però forse, anche no, ma poi quanto costa, e come si usa, complico la vita o la semplifico davvero. tante domande e mezze risposte, tutta colpa della spada di damocle che pende sopra al capo. grazie a dio pesa un filin più della plastica, e se cade, insomma, pace. mi rialzo, la impugno e cambio direzione.

so che ho una spada di damocle sopra la testa perché me l’ha detto la notizia della chiusura di Nannucci a metà aprile. cazzo. proprio oggi è uscita la notizia, che fa male ma un male che lo fa venire solo  il primo giorno di ciclo mestruale. che è oggi, fra l’altro. oggi, che pago le conseguenze dell”insonnia vittima dell’eccitazione per l’ennesima folle decisione: progettare un bel sito web per la Casa del Disco con corporate blog, newsletter, catalogo online, acquisti, e basta. proprio oggi, che segue il giorno in cui ho preso l’altra folle decisione di acquistare libri di musica da un importatore inglese. oggi, cazzo, che devo telefonare all’architetto per i lavori di ristrutturazione di fine marzo.

frattale follia, ff, come il nickname della ff.

spadadamocle